Impronte Sfiorate | 2013-14

La mostra Impronte Sfiorate – Paola Michela Mineo e vite custodite all’I.C.A.M. è promossa dalla Provincia di Milano e patrocinata dal Ministero della GiustiziaImpronte Sfiorate presenta sei grandi installazioni realizzate da Paola Michela Mineo che costituiscono il risultato finale di un progetto – durato due anni – sviluppato dall’artista all’interno dell’ICAM, il primo Istituto realizzato in Europa per la custodia attenuata per madri con prole. Nato nel 2006 – in base ad un accordo tra Ministero della Giustizia, Regione Lombardia, Provincia e Comune di Milano – con l’obiettivo di restituire un’infanzia “normale” a quei bambini con una madre detenuta, l’ICAM oggi è un modello in espansione su tutto il territorio nazionale. Paola Mineo ha lavorato in questo contesto particolare, dedicandosi alle madri detenute, coinvolgendone alcune in un’esperienza intensa, diretta, in cui l’arte – e l’interazione personale – ha impresso un cambiamento importante, quasi “determinante”, del loro status: da detenute in regime speciale a vere co-protagoniste di una performance d’arte contemporanea, lavorando su se stesse, insieme ai loro educatori, e dando vita ad un circuito virtuoso di naturale empatia.

 

 

 

 

 

Nella mostra, l’opera di Paola Michela Mineo non è solo il risultato finale, quello visibile, scultoreo, ridotto a reliquia contemporanea del processo creativo che lo rappresenta: Paola Michela Mineo si spoglia del proprio ruolo di artista e ricostruisce la memoria stessa di quel processo, restituendola attraverso i residui che l’hanno generata. Piccoli frammenti scultorei, immagini, suoni, odori, video, fotografie sono gli oggetti che compongono le sei installazioni, nello spazio Oberdan, in cui il pubblico potrà conoscere e interagire con una realtà sconosciuta e spesso dimenticata: quella detentiva.

L’arte contemporanea si fa, così, medium di conoscenza e di comunicazione di una realtà sociale particolare. La percezione di un vissuto altrui, reso in una sorta di condivisione sensoriale, cresce, si dilata e muta nella coscienza degli spettatori. Vite fatte di sbagli e contraddizioni, di attese e di speranze generano sogni che spesso non coincidono con la realtà quotidiana: la condizione di prigioniero, in senso lato, spinge a considerarsi parte di quel mondo che in fondo non è poi così distante in cui è facile ritrovare la “normale” quotidianità umana.

La cultura, spesso incrocia e ‘interseca’ la realtà e i suoi anfratti più remoti, con modalità a cui normalmente non siamo portati a pensare. – sottolineano Novo Umberto Maerna, Vice Presidente e Assessore alla Cultura della Provincia di Milano e Massimo Pagani, Assessore alla Famiglia e Politiche Sociali – Ne è la dimostrazione evidente la mostra “Impronte Sfiorate”, che presenta sei grandi installazioni realizzate da Paola Michela Mineo nell’ambito di un progetto sviluppato dall’artista all’interno dell’ICAM di Milano, il primo Istituto realizzato in Europa per la custodia attenuata per madri con prole. L’arte contemporanea – concludono Maerna e Pagani – si fa, così, strumento di conoscenza e di comunicazione di una realtà sociale particolare.”

L’artista da anni ha elaborato una forma di arte relazionale con la quale indaga i meandri relazionali in cui la sua scultura, plasmata sul corpo del modello, diviene seconda pelle e al tempo stesso corazza; si fa calco, ovvero documento fisico, di un passaggio, la cui memoria assume forme che rammentano porzioni di sculture classiche, quasi fossero frammenti archeologici o impronte di un ricordo.

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Impronte Sfiorate

Paola Michela Mineo, lives kept in the I.C.A.M. (Attenuated Custody Institution for Mothers)
Curated by Marco Testa
Spazio Oberdan, Viale Vittorio Veneto, 2, Milan
from 4 July al 5 October 2014

For the first time in Italy, an artist, Paola Michela Mineo, reveals the world of attenuated detention of ICAM in an exhibition in which art conveys the dignity of the condition of motherhood, , in a new way of thinking the rehabilitation.

From Friday the fourth of July to Sunday the fifth of October 2014, the exhibition Impronte Sfiorate – Paola Michela Mineo e vite custodite all’I.C.A.M, curated by Marco Testa and sponsored by the Province of Milan and the Ministry of Justice will be held at Spazio Oberdan in Milan. 

The exhibition Impronte Sfiorate presents six big installations created by Paola Michela Mineo, which are the final result of a project which lasted two years, developed by the artist inside ICAM, the first institution created in Europe for the attenuated detention of mothers with children. This institution was created with the aim to ensure a normal childhood to the children of the inmates. I.C.A.M today, is an expanding model throughout Italy. Paola Mineo has worked in this particular context devoting herself to the mothers who had decided to participate in a direct and intense experience, in which art and personal interaction have generated a fundamental change in their status: from detainees within a special system to co-protagonists of a performance of contemporary art, working on themselves along with their educators to create a virtuous circle of natural empathy. 

In the exhibition the work of Paola is not just the end result, the one which is visible, reduced to a contemporary relic of the creative process that represents it. In the exhibition Touched Fingerprints, Paola Michela Mineo divests herself of her role of artist and rebuilds the very memory of that process, conveying it through the residues which had generated it. Small sculptural fragments, images, sounds, smells, videos, pictures are all objects which compose the six installations in Spazio Oberdan where the public will encounter and interact with a new reality usually forgotten and unknown to the majority: that of detention.

Contemporary art becomes in this situation a medium of communication and knowledge of a particular social reality. The perception of the experiences of other people, created in the exhibition as a sort of sensory sharing, grows, expands and changes in the consciousness of the public. The lives, (made of mistakes and contradictions, expectations and hopes), create dreams which do not fit in with everyday reality. The condition of detention, in a broad sense, pushes people to consider themselves part of that world which is not too far from them, and in which it is easy to find the normal everyday life.

“Culture often intersects reality and its remote recesses, in ways that normally we do not think about” according to Novo Umberto Maerna (Provincial Board Member for Cultural Affairs in Milan) and Massimo Pagani (Provincial Board Member for Family and Social Affairs): “the exhibition Impronte Sfiorate is a clear demonstration that contemporary art becomes in this way an instrument of knowledge and communication of a particular social reality.”

The artistic research of Paola Michela Mineo, takes its inspiration from Relational Art and Art Therapy. Hers is an artistic approach which explores the intricate relationships in which her sculpture, modeled on the models’ bodies, becomes a second skin and at the same time an armour. The sculpture becomes in this way a mould, a physical document of a gap, whose memory assumes shapes that recall portions of classic sculptures, almost archaeological fragments or footprints of a memory.

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Informazioni utili | Informations
4 luglio | 5 ottobre 2014
Provincia di Milano/Spazio Oberdan
tel. 02 7740.6302/6381
www.provincia.milano.it/cultura
Contatti per la stampa | Press contact

PCM Studio, Milano | press@paolamanfredi.com
paola.manfredi@paolamanfredi.com | Mob. +39 335 54 55 539

Provincia di Milano/Cultura, tel.02 7740.6358/6359
p.merisio@provincia.milano.it, m.piccardi@provincia.milano.it
Catalogo della mostra | Exhibition catalogue
Prenotazioni: info@paolamichelamineo
 

 

 
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RINGRAZIAMENTI | special thanks

Grazie a chi mi ha regalato il proprio lavoro, il proprio tempo e le proprie conoscenze:
Giulia Alli, Francesca Fini, Diego Cervo, Dimitri Moroni, Simona Savino, Marta Margherita e il Cle.
Ad Alberto e Jule, Coxy, Marzia, Luca e Sara Marchionne, Lamarghe e Noci.

Un grazie  speciale a Jiody e Luciano per il loro aiuto prezioso

Un ufficiale ringraziamento a tutte le Istituzioni che mi hanno accompagnata, sostenuta e guidata:
al Presidente della Repubblica Napolitano per le sue importanti parole e al suo Segretario
Generale Donato Marra, al Ministro della Giustizia Orlando, alla Regione Lombardia
e al Comune di Milano. Alla Provincia tutta, e in particolar modo all’Assessor Pagani che
conosce e crede nel progetto fin dalla sua genesi, a tutto il PRAP e il DAP, in particolar modo al
Dott. Fabozzi, al Dott. Pagano a Giovanna Longo con Marianna Grimaldi

Un grazie profondo al Direttore Gloria Manzelli,

che con la sua immensa disponibilità e lungimiranza ha reso tutto questo possibile…

Grazie a tutti i miei i miei collezionisti, in particolar modo al Dott. La Croce e a mia sorella Francesca che a sostegno della mostra hanno acquistato una mia opera

Grazie agli  gli amici più intimi e a tutta la mia famiglia, che hanno condiviso con me questi
875 giorni di intensissimo lavoro…

Grazie a tutti coloro che cominceranno a condividere con me, da adesso in poi…

La mia gratitudine è sopratutto per  tutti coloro che mi dicevano che questo progetto sarebbe stato “impossibile”!