Vite

Il progetto è nato per raccontare la storia della Vigna di Leonardo da Vinci a Milano. Proponendosi come un vero e proprio percorso artistico, tutti gli attori coinvolti (gli artefici del progetto che ha ridato vita alla Vigna, il luogo, l’artista e il fruitore finale delle opere) interagiscono diventando parte unica di un’opera d’arte. Un’arte, quella della Mineo, che verte sull’universo delle relazioni umane e del contesto sociale in cui si svolgono e che, quindi, implica la partecipazione attiva del pubblico a cui è destinata. 

” L’intervento antropologico in natura (allevamento), viene riportato alla bellezza e al delicato rispetto del sostegno. I pali di sostegno della vite, si trasformano in leggere e discrete “presenze” dalle quali si snodano diverse tematiche, che raccontano il ciclo della vita nel suo senso più ampio. 

Ogni processo creativo vede lo stesso ciclo ripetersi nel tempo; la nascita di un’idea, nata dall’amore del suo creatore, obbliga sempre ad un attesa prima di compiere quell’atto trasformativo che la rende viva, vera e realizzata. Ogni idea, sogno o progetto necessita di cure amorevoli per crescere, di una guida per evolvere, di leggerezza e gioia perché fluisca nel suo perpetuo divenire…finchè, ad un certo punto, è in grado di sostenersi da solo, proseguire, fino a morire, e tornare terra, poi cielo, poi mente…e nuovamente amore, attesa, dono, guida, leggerezza e continuità.                                      

Lo studio di questi sei archetipi, tradotti in sei leggere sculture in alluminio installate come pali di sostegno della vite (quindi con una vera e propria funzione tecnica) è stato concepito nel tentativo di rappresentare la forma di un pensiero, che propone un nuovo paradigma di equilibrio, riportando l’appartenenza umana a qualcosa di molto più ampio.

E così come un albero appartiene a questo mondo e resta in vita nei propri equilibri attraverso le sue radici, così il nostro luogo (nel suo più ampio significato di spazio fisico, sociale, interiore e spirituale) ci puo’ aiutare a ritrovare un nuovo punto di partenza, rimettendo al centro proprio noi stessi, l’uomo, in un estremo gesto di umanesimo contemporaneo . “